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Il mio sguardo poetico sul mondo

Un blog di poesia (poesia contemporanea al femminile soprattutto) nato nei tempi del coronavirus, come piccolo contributo affinché noi donne "dagli occhi grandi" possiamo vedere bene, molto bene, la corona che portiamo in testa. Perché, certo, sarà la bellezza a salvare il mondo. SEMI di POESIE Poesie "sotto" quelle dei grandi poeti e poete, stelle luminose nell'alto firmamento; sotto, in basso, sotto la terra umile, piccoli semi umidi, vitali.
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LA LUNA PIENA HA ABITATO di Mariastefania

 Immagini e sensazioni: ciò custodisce la poesia nel suo scrigno. "Notre Dame de Paris" La luna piena ha abitato l'oscurità di gridi buoni, suoni corali in ascesa, le acque del lago di vita misteriosa prima silente di fughe d'amore il regno dei morti Alone che spaura Stridìo che scolora Stormo liquefatto Scioglimento che aggancia 30 marzo 2021 "Distesa di acqua nel centro di Stoccolma" di Eugène Jansson Chiaroscuri e misteri, santità, passione, urgenza che non può aspettare oltre. Resurrezione che cola ovunque. "Brook al chiaro di luna" di Ralph Albert Blakelock

CI SONO FANCIULLE di Mariastefania

Alle fanciulle che fanno voto di vastità. E di profondità. "Luce e colore (la teoria di Goethe)" di William Turner Ci sono persone che portano nel corpo la strada, da sempre. Sanno e basta. Vicino a loro si sente che è giusto. Ci sono persone che la perdono da sempre, smarrite. Chi gira nel tormento perfetto. Poi ci sono io, da rifare ancora e sempre. "Fanciulla all'ombra" di Ivan Pignato Ci sono fanciulle su questo pianeta dallo sguardo di donna Ferme immote in un corpo sottile Esseri soprannaturali quasi rivestiti di gonne e volute a nascondere i piedi che sfioran la terra ricoperto di velo il capo perché il viso è solo sorriso fisso Le vesti rosse di sangue non ancora rappreso Sulle spalle sul cuore una giacca moderna color militare 16 febbraio 2016 "Fanciulle al tramonto" di Marcel Rieder

CELEBRARE di Mariastefania

"La sorgente" di Gustave Courbet  CELEBRARE In un pomeriggio tiepido ho lasciato una piccola impronta su un prato a scriver poesie basterà brezza lieve a ricomporla entro sera Ma io avrei voluto sdraiarmi nuda in quel prato danzare nuda dentro le zolle fangose della terra immergermi nuda dentro le acque del mare o almeno essere verde come un cipresso scomposto Poi ho incontrato due donne russe che portavan la spesa 13 marzo 2014 "Il parco" di Gustav Klimt "Ma il nostro corpo parla un linguaggio universale. Porta in giro un'umile sapienza, un sentire profondo, un'arte terapeutica, un gusto dell'altro, un desiderio contagioso, un'apertura fiduciosa, un'intimità resiliente". Da Cristiana Santambrogio, "Lectio del mattino".

HO UNA FAME INSAZIABILE di Mariastefania

HO UNA FAME INSAZIABILE Ho una fame insaziabile Vorrei nutrirmi solo di odorosa resina e fiori bianchi dal profumo di miele e avere dentro le narici solo il verde dei pini Com'è tenace la quercia a salvare la terra dal male ogni inverno Vorrei il tiepido sole e l'accetta che ha tagliato di netto i tronchi morti lungo il sentiero e squarciare le reti per sedermi nuda in mezzo ai prati 13 marzo 2014 "Natura morta con dolci" di Josefa de Obidos " La fame condivisa si muta in pane. Pane parlato. Messo in tavola, tirato fuori da tasche, sacche, riserve. Dissepolto, risvegliato, esposto. Se non parliamo la fame non verrà fuori il pane. (...) In fondo la fame parlata e il pane parlato sono davvero due cose diverse? O a nutrirci sono le parole?". Da "Lectio del mattino" di Cristiana Santambrogio "Il panettiere Oostwaert e sua moglie Catharina" di Jan Havickszoon Steel

MONTAGNA di Mariastefania

 "Io l'ho visto. Io ora lo vedo di più". (da "Bambina mia" di Mariangela Gualtieri) "Corpo. La prima caratteristica del vedere è di avere un approccio empirico delle cose. Va con seguire, venire, incontrare. E' esperienza, corpo a corpo, contatto, scambio concreto, umile integrazione, paziente trasformazione. Sì, ciò che guardo davvero mi cambia". (da "Lectio del mattino" di Cristiana Santambrogio) Anche attraverso un corpo morto. Perché anche il vuoto porta in sé una voce e consente visione. "Dama e Unicorno" (arazzo fiammingo di fine XV secolo rappresentante la Vista) MONTAGNA Al risveglio all'improvviso ho visto il verde nuovo Stanotte è scoppiata la vita Sul tuo ombelico, ricettacolo di sperma, si son posati gli amanti. Tutto era dentro il corpo fino a che l'aria dalle punte dei tuoi capezzoli è uscita libera In un incavo scavato nel velluto fluttuante si disvela la danza che celebra la carne che solo il mare può ved